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Il divorzio nelle unioni civili

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Divorzio nelle unioni civili

Nonostante sia recente l’entrata in vigore della cosiddetta legge Cirinnà sulle unioni civili iniziano a registrarsi già i primi divorzi.

Prima di esporre come funziona il divorzio nelle unioni civili si ricorda che le unioni civili sono unioni tra persone dello stesso sesso celebrate dinanzi all’Ufficiale dello Stato alla presenza di due testimoni e registrata nell’archivio dello Stato Civile.

Il legame delle coppie unite civilmente è sicuramente diverso dal matrimonio tra gli eterosessuali ma ha con questo molti aspetti in comune.

Relativamente al regime patrimoniale, se nulla decidono i partner al riguardo, anche alle unioni civili si applica il regime della comunione legale ed a differenza di quanto avviene nel matrimonio le due persone possono scegliere quale cognome comune assumere tra i loro due.

Le cause di scioglimento di un’unione civile sono la morte di un partner, il divorzio oppure la sentenza che accerta il cambio di sesso di una della due parti. In merito al divorzio, secondo quanto prevede la legge sulle unioni civili, ciascun partner ha la facoltà di chiedere il divorzio in qualsiasi momento anche e se l’altro non è d’accordo.

Rispetto a quanto avviene per il matrimonio le unioni civili possono sciogliersi più rapidamente non è infatti necessario passare per la separazione, ma è sufficiente che i partner comunichino all’Ufficiale di Stato Civile, anche disgiuntamente, la loro intenzione di dividersi, e trascorsi tre mesi diviene possibile proporre domanda di divorzio.

Dunque l’unione civile si scioglie più rapidamente del legame matrimoniale è sufficiente che i partner dichiarino la loro volontà di separarsi e, trascorsi tre mesi, possono proporre domanda di divorzio.

Non esiste dunque un periodo di affievolimento del vincolo come nel caso del matrimonio, basta solo che la domanda di divorzio sia preceduta da una manifestazione di volontà presentata all’Ufficiale dello Stato Civile almeno tre mesi prima.

Il divorzio riguarderà la regolamentazione degli aspetti patrimoniali tra i partner con la possibilità di riconoscere alla parte economicamente più debole il diritto agli alimenti e l’assegnazione della casa in cui la coppia aveva fissato la propria residenza.

Oltre al divorzio vi sono anche altre situazioni che determinano lo scioglimento automatico dell’unione, quali la morte di uno dei partner e la sentenza che accerta il cambio di sesso di una delle parti.

Al riguardo in caso di cambio di genere all’interno della coppia, anche se i partner manifestano la volontà di rimanere uniti, il matrimonio verrà sciolto automaticamente.