Avvocato Divorzista Torino

diritto di famiglia

Separazione consensuale

diritto di famiglia

Separazione
consensuale

La separazione consensuale è il procedimento che i coniugi possono utilizzare per separarsi in modo amichevole e di comune accordo.

Per avviare il procedimento di separazione consensuale i coniugi devono discutere assieme con l’assistenza di un legale ed accordarsi sui diritti relativi al patrimonio familiare, sul pagamento di un eventuale assegno di mantenimento per il coniuge più debole e per i figli, sulle modalità di affidamento dei figli e sull’assegnazione della casa coniugale.

La fase relativa alla trattativa ed alla discussione delle condizioni di separazione tra i coniugi può essere eseguita con l’assistenza di uno o due avvocati, a seconda che i coniugi abbiano deciso di farsi assistere entrambe dallo stesso avvocato o meno.

Dopo aver individuato le condizioni di separazione è necessario presentare un ricorso al Tribunale, in quanto l’accordo raggiunto dai coniugi per diventare efficace deve essere omologato dal Tribunale.

Il procedimento di separazione consensuale è quello più utilizzato per risolvere la crisi coniugale, in quanto è un procedimento più rapido, poiché occorrono circa tra 3 e 6 mesi, e presenta una minore conflittualità tra i coniugi con notevole vantaggio sia per gli stessi coniugi che per i figli che vivono con un minor peso la procedura di separazione dei genitori.

Il procedimento di separazione giudiziale è molto più complesso ed articolato, ed è utilizzato solamente quando i coniugi non riescono ad individuare amichevolmente le condizioni di separazione. La procedura di separazione consensuale inizia, quindi, con il deposito in Tribunale da parte dell’avvocato di un ricorso dove i coniugi hanno la propria residenza.

A seguito del deposito del ricorso per la separazione consensuale il Tribunale formerà il fascicolo d’ufficio che conterrà il ricorso per la separazione consensuale ed i documenti dei coniugi, tra i quali il certificato di residenza e stato di famiglia dei coniugi, il certificato di nascita dei figli ed il certificato del matrimonio.

Una volta formato il fascicolo d’ufficio il Presidente del Tribunale fissa l’udienza alla quale devono comparire e partecipare personalmente i coniugi ed in tale udienza viene esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione dei coniugi. Durante l’udienza presidenziale il giudice ascolta i due coniugi e verifica se sia possibile che i due coniugi possano addivenire ad una conciliazione e nel caso in cui si raggiunga la conciliazione viene redatto un apposito verbale e la procedura di separazione termina.

Qualora, invece, i coniugi confermino la loro volontà di separarsi consensualmente viene redatto un verbale di udienza che indica che la coppia è decisa a separarsi ed il Presidente del Tribunale emette il decreto di omologazione delle condizioni di separazione indicate nel ricorso. Dalla data di omologazione delle condizioni di separazione inizia a decorrere il termine di 6 mesi per poter chiedere il divorzio.

Riassumendo una volta che i due coniugi hanno trovato un completo e soddisfacente accordo sulle condizioni di separazione con l’assistenza dell’avvocato devono depositare un ricorso in Tribunale che deve contenere tutte le condizioni concordate dai coniugi ed il Presidente del Tribunale provvederà a fissare la data dell’udienza di comparizione alla quale devono essere presenti e partecipare i coniugi.

Il codice di procedura civile prevede che la domanda di separazione si propone al giudice del luogo in cui il coniuge convenuto ha la residenza o il domicilio ed in caso di separazione consensuale occorre fare riferimento al tribunale del luogo dell’ultima residenza comune dei coniugi.

Se i coniugi hanno figli nati dal matrimonio l’accordo di separazione deve regolamentare le modalità di affidamento e mantenimento dei figli, tenendo conto che la responsabilità genitoriale grava su entrambe i coniugi e che i figli hanno diritto a mantenere un rapporto equilibrato sia con la madre che con il padre.

Si ricorda che i genitori devono provvedere al mantenimento dei figli non solo minorenni, ma anche maggiorenni non ancora sufficienti economicamente, in proporzione al loro reddito e devono in via generale ascoltare i minori prima di prendere dei provvedimenti che li riguardino.